Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Mentre nel “nuovo mondo” il vento cambia e riporta democrazia e libertà, qui, nella culla della culturale occidentale, nella patria della filosofia, in piena pandemia, nel mezzo della crisi sanitaria più grave della storia moderna, si apre una crisi di governo. Ovvio, no?

Mentre i lavoratori stentano a mettere insieme il pranzo con la cena, gli imprenditori resistono con coraggio all’istinto di chiudere tutto, i ragazzi non sanno più cosa sia il suono della campanella a scuola, il leader di un partitello di governo, decide – che tempismo – di togliere la fiducia al governo, salvo poi dichiararsi pronto a reatituirla dopo poche ore.

La Democrazia certo non deve mai essere sacrificata, le ragioni contingenti non devono indurci a rinunciare a sacrosanti principi di libertà, scelta e rappresentanza, ma l’inoppportunità politica di taluni comportamenti lascia davvero senza parole.
Dove è finito quel “ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.Qui ad Atene noi facciamo così”, tanto caro a Pericle, già nel 431 a.C.?

Eppure c’è ancora speranza. C’è quella preghiera di un popolo smarrito a che un uomo come Mario Draghi prenda in mano le redini del Paese, divenendone premier. Personalità di spicco del nostro Paese, il Presidente Draghi sarebbe la carta vincente, in termini di competenza, serietà e visibilità per restituire all’Italia la centralità che merita. Su di lui potrebbero convergere larghissime maggioranze e il suo spessore politico e culturale sarebbe garanzia di stabilità e coerenza. I momenti difficili sono quelli in cui i grandi uomini hanno il dovere morale di intervenire, perché solo loro hanno la capacità di vedere oltre, di guardare le cose con uno sguardo limpido, arguto e proiettato nel futuro. Mario Draghi è la risposta all’eccessiva fluidità della classe politica e alla pochezza di certi leader e oggi l’Italia ha bisogno di lui.

Leave a comment